Giorgio Marmonti
Cinzia Tirelli
Lorenza Bonazzoli
Dott. Cludio Pagliara
Quella domenica mattina del 25 gennaio 2026, nella sala gremita fino all'ultimo posto, c'era un'energia particolare. Ogni sedia occupata, ogni sguardo fisso sullo schermo, ogni respiro trattenuto. Non eravamo semplici spettatori: eravamo guerrieri, sopravvissuti, familiari che avevano vegliato notti intere, persone che portavano dentro cicatrici invisibili e paure troppo reali. Il cancro ci aveva toccati tutti, in un modo o nell'altro. E quella domenica mattina cercavamo qualcosa di più delle solite risposte mediche. Cercavamo speranza.
Quando il Dott. Pagliara ha acceso il proiettore e quelle parole sono apparse sullo schermo, qualcosa è cambiato in quella sala. "L'individuo ha un ruolo prevalentemente attivo ed è responsabile della propria salute". Per chi aveva passato mesi sentendosi impotente di fronte alla malattia, per chi si era sentito ridotto a un numero di cartella clinica, queste parole suonavano come una rivoluzione.
Non eravamo più vittime passive. Avevamo potere. Avevamo la capacità di intervenire, di sviluppare le nostre potenzialità. La guarigione non era qualcosa che doveva accaderci, ma qualcosa che potevamo co-creare.
Ho visto occhi lucidi intorno a me. Ho visto persone annuire, come se finalmente qualcuno stesse dando voce a quello che sentivano nel profondo ma che nessun medico aveva mai riconosciuto.
Quando la slide successiva ha illuminato lo schermo con la definizione di "Salute = Ben-essere Globale", ho sentito un sospiro collettivo.
La salute è il risultato di tantissimi processi: biologici, psicologici, sociali, cognitivi, spirituali. Tante capacità, in parte innate e in gran parte apprese. In gran parte apprese! Questo significava che potevamo imparare a stare meglio, che non eravamo condannati, che c'era sempre spazio per crescere, cambiare, guarire.
Per chi aveva sentito dire "non c'è più nulla da fare", per chi aveva ricevuto percentuali di sopravvivenza come sentenze definitive, queste parole erano acqua nel deserto.
E poi è arrivata quella slide che ha lasciato tutti a bocca aperta. Personalità Multiple: il diabete che ritorna normale quando emerge una certa personalità, la pressione che si normalizza, le allergie che appaiono o scompaiono.
"Il pensiero cambia la nostra biologia", ha detto il dottore.
C'era un silenzio quasi sacro. Stavamo capendo qualcosa di profondo: i nostri pensieri, le nostre emozioni, la nostra anima non erano separati dal nostro corpo. Erano la stessa cosa. Ogni pensiero era chimica, ogni emozione era biologia, ogni speranza era medicina.
Quando sono apparsi i dati sui tumori in Italia, l'atmosfera si è fatta ancora più intensa. Molti di noi facevano parte di quelle statistiche.
174.000 decessi nel 2011
360.000 nuovi casi
2.250.000 persone che vivono con la diagnosi
E poi quel dato che fa gelare il sangue: 1 persona su 2-2,5 in Occidente si ammala di cancro.
Ma Pagliara non si è fermato ai numeri. Ci ha mostrato che il 30-38% di tutti i tumori è legato all'alimentazione errata. E questo, paradossalmente, era un messaggio di speranza. Perché se l'alimentazione può farci ammalare, significa che può anche aiutarci a guarire. Dipendeva da noi.
L'immagine della bilancia è rimasta impressa in tutti noi. Da un lato i fattori di rischio, dall'altro i fattori protettivi.
Non eravamo condannati dal nostro DNA, dalla sfortuna, dal destino. Ogni giorno potevamo aggiungere pesi sul piatto dei fattori protettivi: una scelta alimentare, un pensiero positivo, un momento di meditazione, una risata con un amico, un gesto d'amore.
La salute non era una questione di tutto o niente. Era una danza continua, un equilibrio che potevamo influenzare.
E poi Pagliara ci ha fatto viaggiare dentro noi stessi, mostrandoci la meraviglia che siamo:
75.000 miliardi di cellule
100.000 reazioni biochimiche ogni secondo in ogni cellula
Reazioni che devono avvenire con perfetta sincronicità
Un sistema che si autoregola e autodetermina nonostante i cambiamenti imprevedibili
"Guardate quanto siete straordinari", sembrava dirci. "Guardate quanto è potente il vostro corpo, quanto è intelligente, quanto vuole vivere."
Tra noi c'erano persone che avevano visto il proprio corpo tradirle, sviluppando cellule impazzite, eppure quelle parole erano un invito a riscoprire la fiducia. Il nostro corpo non era nostro nemico. Stava combattendo con noi, ogni secondo, con una complessità e una dedizione che superava ogni immaginazione.
E poi è arrivato il momento che molti stavano aspettando. Kelly A. Turner aveva studiato le remissioni radicali - quelle guarigioni "miracolose" che la medicina non sa spiegare ma che accadono.
E aveva trovato nove fattori comuni:
Cambiare radicalmente la dieta - Non piccoli aggiustamenti, ma rivoluzioni
Prendere il controllo della propria salute - Diventare protagonisti
Seguire l'intuizione - Ascoltare quella voce interiore
Usare erbe e supplementi - La natura come alleata
Rilasciare emozioni soppresse - Liberare il dolore sepolto
Aumentare le emozioni positive - Coltivare gioia, gratitudine, amore
Abbracciare il supporto sociale - Non affrontare la battaglia da soli
Approfondire la connessione spirituale - Trovare significato oltre il corpo
Avere forti ragioni per vivere - Trovare il proprio "perché"
E poi Pagliara ha messo il dito nella piaga: "Uno dei più grossi errori della medicina tradizionale: trascurare l'anima nella prevenzione, diagnosi e cura delle malattie".
"NON DI SOLO CORPO È COSTITUITO L'UOMO"
Quante volte ci eravamo sentiti trattati come macchine da riparare? Quante volte nessuno aveva chiesto come ci sentivamo dentro, cosa ci faceva paura, cosa ci faceva sperare? Quante volte i protocolli avevano ignorato i nostri sogni, le nostre relazioni, il nostro spirito?
La medicina olistica ci restituiva la nostra umanità completa. Non eravamo solo cellule impazzite da bombardare con chemio e radio. Eravamo anime che soffrivano, che speravano, che amavano, che avevano bisogno di essere curate nella loro interezza.
E poi è arrivata la slide finale. Quella più dura, ma forse la più importante:
"Non puoi curare con efficacia ed efficienza chi non è disposto a rinunciare a ciò che lo ha fatto ammalare!!!"
"La grande illusione è quella di far credere che questo sia possibile"
Non potevamo continuare a mangiare cibi che ci avvelenavano e sperare di guarire solo con le medicine. Non potevamo continuare a vivere in relazioni tossiche e aspettarci che le cellule si comportassero in modo sano. Non potevamo continuare a sopprimere rabbia, dolore, paura e pensare che il corpo non ne risentisse.
La guarigione richiedeva coraggio. Il coraggio di cambiare. Il coraggio di lasciare andare. Il coraggio di dire basta.
Un Messaggio di Speranza che Cambia la Vita
Il cancro ci aveva fatto paura, ci aveva tolto certezze, ci aveva portato faccia a faccia con la nostra mortalità. Ma quella domenica mattina, grazie alle parole del Dott. Pagliara, avevamo ritrovato qualcosa di prezioso: la speranza attiva.